Trillallà, the sound of social confusion, in sviluppo!

Trillallà, the sound of social confusion, in sviluppo!

Iniziato ufficialmente lo sviluppo della nostra app Trillallà, the sound of social confusion, un nuovo modo di concepire il social in modo divertente, interessante e tutto da scoprire! L’app viene sviluppata sia su iOS che Android disponibile entro fine 2017.

Per chi volesse investire in questo settore in un app innovativa può contattarci senza alcun impegno e forniremo tutte le info, il business plan e quanto richiesto per poter accedere a delle quote dell’app. L’app sarà realizzata in inglese inizialmente e poi localizzata paese per paese, disponibile in tutto il mondo, mercato cinese compreso.  Un ottima opportunità per investire in questo settore senza rischiare cifre “importanti”.  Contattateci senza impegno.

Indie Meeting Pisa

Indie Meeting Pisa

Evento Indie Meet Pisa

Digital Press ha partecipato all’evento tenutosi il mese scorso a Pisa dedicato al settore videogame, con nomi importanti della scena italiana, organizzato dal sempre grande Ivan Venturi.

L’intervento di Digital Press ha toccato alcuni punti dello sviluppo di videogame B2B, con una carrellata sulle principali problematiche di sviluppo, metodi di collaborazioni a distanza e una piccola introduzioni alla figura di Roberto Lombardo e all’inizio dell’avventura di sviluppo videogame nel lontano 1995. In questa stessa occasione sono stati mostrati due screen dei lavori Digital Press, in fase di sviluppo, che verranno presentati allo Svilupparty Bologna a Maggio.

Svilupparty per chi non lo conoscesse è un evento di grossa portata dedicato all’incontro tra sviluppatori italiani di videogame, sia professionisti che non, e possibili nuove leve e talent art da scoprire. L’evento si tiene ogni anno a Bologna ed è capitanato dal grande Ivan Venturi (forse il nome Simulmondo vi schiarirà le idee per chi non lo conoscesse…). Rappresenta una tappa obbligatoria per chi volesse avvicinarsi al mondo dei videogame developer e delle principali realtà indie in Italia.

Link all’evento

10 consigli per la propria campagna crowdfunding

10 consigli per la propria campagna crowdfunding

Realizzare una buona campagna in crowdfunding richiede tempo e la cura di diversi aspetti assolutamente necessari, qui di seguito ne elenco alcuni imprescindibili:

  • Business plan

Deve essere pronto, non realizzato dopo la campagna, occorre avere una chiara idea del progetto totale, dei costi, dei tempi e tutto quello che serve ad un eventuale presentazione dello stesso a possibili investor fuori dal crowdfunding, un progetto non dettagliato e che non esiste su carta non parte bene.

  • Realizzare un efficace pre-lancio

Occorre avere un buon database di possibili soggetti da contattare per un efficace pre informazione prima della pubblicazione della campagna, in alternativa potrebbe essere utile realizzare una pagina di countdown che permetta agli utenti di conoscere cosa sta per essere lanciato e iscriversi ad una mailing list per essere informati, questa campagna può avere una durata da 40 a 90 giorni prima del lancio.  Diverse grosse aziende realizzano questa tecnica per la pre vendita dei propri prodotti non ancora sul mercato come ad esempio Elephone con il suo S7.

  • Tasse

Tenere presente la possibile tassazione sul goal object impostato essendo imponibile. Assicurarsi di avere un conto bancario adeguato allo scopo.

  • Social Media

Assicuratevi di avere un account twitter e una pagina Facebook, affidatevi a chi fa promozione in tal senso, utilizzate i cosiddetti influencer. Realizzate compagne promo per far conoscere il vostro progetto, curate tutti i contatti e fatevi conoscere, attenzione a non “spammare”.

  • Scegliere la piattaforma giusta

Non esiste solamente Kickstarter e Indiegogo, in base al vostro progetto potrebbe essere utile affidarsi ad altre piattaforme specifiche o nazionali. Per l’equity crowdfunding esistono piattaforme adatte poiché in Italia tale forma è regolamentata dalla Consob.

  • Il giusto goal

Non mettete cifre a caso, occorre quantificare bene il goal necessario senza eccedere e senza dimenticare qualcosa, tenete presente sicuramente i costi:

  • Ricompense (quindi produzione vera e propria)
  • Eventuali costi legali
  • Tasse
  • Pr e Marketing del prodotto a fine campagna
  • Un “cuscino” di sicurezza di almeno il 20%

Non chiedete più di quanto realmente vi serve! Poco meno del 5% delle campagne raccoglie più di 100K, un obiettivo troppo elevato può scoraggiare i sostenitori, l’ideale è raggiungere l’obiettivo entro la prima settimana e avere le altre a disposizione per aumentare la quota del goal raggiunto.

  • I giusti rewards

Imparate dai casi di successo, verificate le campagne simili quali rewards hanno inserito, con che cifre e quanti backers, trasportate queste info nel vostro progetto. Se la vostra campagna è digitale assicuratevi di fornire delle buone “motivazioni” per un acquisto totalmente virtuale.

  • Raccontatevi

I backers vogliono sapere a chi andranno i loro soldi, le storie sono tutte interessanti, fatevi conoscere, se possibile metteteci la faccia, affidatevi a professionisti per il video non improvvisatevi, esso rappresenta un biglietto da visita, il primo che gli utenti vedranno. Parlate del vostro progetto, esaltatelo, mostratelo come lo mostrereste ad un Investor che vi regala 3 minuti del suo tempo. Mostrate bozze, prototipi, fasi di lavorazione, luoghi e persone coinvolte.

  • Siate Backers

Pensare di fare una campagna di crowdfunding senza mai essere stato un backer non è una buona cosa, dovete essere i primi a usare il sistema, entrare nelle sue meccaniche e avere la volontà di supportare la piattaforma che ospiterà il vostro progetto.

  • Non disperate

Se la campagna fallisce non disperate, analizzate cosa è successo o non successo, imparate dagli errori, non esistono progetti perfetti ne campagne perfette. La persona intelligente impara dai propri errori, corregge e riprova. Riprovateci, con altri canali, con altri modi e con altri messaggi, non c’è posto per chi si arrende al primo stop. Dovete essere i primi a credere nel vostro prodotto.

Perchè scegliere il crowdfunding?

Perchè scegliere il crowdfunding?

Piccola introduzione al crowdfunding

Internet ha aperto diverse possibilità di carriera, nuove professioni, nuovi modi di realizzare le proprie idee e perché  no i propri sogni. Gente che dalla passione ha costruito un lavoro come blogger o vlogger, professionisti del social media marketing, di adwords o adsense, di Facebook e chi più ne ha più ne metta. Internet, attraverso anche quello che viene chiamato crowdfunding, ovvero finanziamento dalla folla, ha dato la possibilità a molte persone con idee più o meno innovative di poter realizzare i propri sogni, aprire la propria azienda o semplicemente lanciarla nel mercato, il tutto senza il famigerato aiuto delle banche…

Si, perché penso che in Italia conosciamo tutti la difficoltà di accesso al credito per un azienda affermata, figuriamoci per chi ha un idea e vuole realizzarla. Qui entra in gioco il crowdfunding che si sviluppa in portali web dedicati a carattere nazionale (Eppela, Produzioni dal Basso ecc.) o mondiale (Kickstarter, Indiegogo ecc).

Il concetto del crowdfunding è semplice, si mette un idea sul portale scelto, ben presentata e convincente e, se piace agli utenti, questi finanzieranno il progetto per permettere la sua realizzazione.

Molti utenti però approcciano a questa possibilità nel modo sbagliato, partiamo col dire che una campagna che non viene finanziata non sempre è fallimentare, poiché i fattori che intervengono in in questo tipo di proposta sono molteplici come ad esempio:

  • Target di riferimento
  • Paese di riferimento
  • Innovazione del progetto
  • Attualità del progetto
  • Livello di produzione del progetto (progetto, prototipo, in commercio ecc)

Un progetto che non dovesse prendere un investimento in prima presentazione non vuol dire necessariamente che il progetto stesso sia fallimentare. Presentare un progetto su un sito di crowdfunding resta comunque una sfida non indifferente dai risultati non prevedibili. Un caso che mostra tale imprevedibilità è l’oggetto Fidget Cube, con una richiesta di 15 mila dollari ha chiuso la sua campagna con oltre 6 milioni di dollari. Probabilmente anche nelle più rosee aspettative del suo promotore penso che non immaginasse tale successo.

Accedere a questo tipo di iniziativa vuol dire tentare una strada che resta comunque un mezzo pubblicitario e di testing per la propria idea, con la reale possibilità di poter essere finanziati nel progetto.  Presentare un progetto su una piattaforma di crowdfunding non vuol dire avere la certezza di finalizzare il progetto, questo deve essere chiaro, ma può voler dire il finanziamento del progetto e l’eventuale, possibile, inatteso successo dello stesso.

Creare una campagna in crowdfunding per l’utente vuol dire:

  • Avere le idee ben chiare sul progetto, sul budget e sul processo di produzione
  • Aver redatto sufficiente documentazione per lo sviluppo del progetto e del prototipo se presente
  • Realizzare un video che mostri chiaramente in 2 minuti circa di cosa si tratta e susciti l’interesse degli utenti
  • Scrivere una chiara descrizione di cosa si propone agli utenti, della validità del progetto e degli punti chiave
  • Produrre abbastanza materiale multimediale, foto, video, gif ecc a supporto del testo
  • Avere un chiara idea dei Perks o Rewards ovvero delle ricompense per i donatori
  • Credere in primis nel crowdfunding e nel progetto, è poco coerente fare una campagna e non avere mai creduto in altri progetti o aver fatto offerte in primis su queste piattaforme
  • Essere pronti con un piano B se la campagna non dovesse andare in porto (contatti alternativi, possibili modifiche alla campagna e riproporla, analizzare il risultato, angel investor, business plan ecc)

Per convincere gli utenti dovrete essere i primi a credere nella vostra idea tanto da metterci cuore, anima e faccia.

Roberto Lombardo