Perchè scegliere il crowdfunding?

Perchè scegliere il crowdfunding?

Piccola introduzione al crowdfunding

Internet ha aperto diverse possibilità di carriera, nuove professioni, nuovi modi di realizzare le proprie idee e perché  no i propri sogni. Gente che dalla passione ha costruito un lavoro come blogger o vlogger, professionisti del social media marketing, di adwords o adsense, di Facebook e chi più ne ha più ne metta. Internet, attraverso anche quello che viene chiamato crowdfunding, ovvero finanziamento dalla folla, ha dato la possibilità a molte persone con idee più o meno innovative di poter realizzare i propri sogni, aprire la propria azienda o semplicemente lanciarla nel mercato, il tutto senza il famigerato aiuto delle banche…

Si, perché penso che in Italia conosciamo tutti la difficoltà di accesso al credito per un azienda affermata, figuriamoci per chi ha un idea e vuole realizzarla. Qui entra in gioco il crowdfunding che si sviluppa in portali web dedicati a carattere nazionale (Eppela, Produzioni dal Basso ecc.) o mondiale (Kickstarter, Indiegogo ecc).

Il concetto del crowdfunding è semplice, si mette un idea sul portale scelto, ben presentata e convincente e, se piace agli utenti, questi finanzieranno il progetto per permettere la sua realizzazione.

Molti utenti però approcciano a questa possibilità nel modo sbagliato, partiamo col dire che una campagna che non viene finanziata non sempre è fallimentare, poiché i fattori che intervengono in in questo tipo di proposta sono molteplici come ad esempio:

  • Target di riferimento
  • Paese di riferimento
  • Innovazione del progetto
  • Attualità del progetto
  • Livello di produzione del progetto (progetto, prototipo, in commercio ecc)

Un progetto che non dovesse prendere un investimento in prima presentazione non vuol dire necessariamente che il progetto stesso sia fallimentare. Presentare un progetto su un sito di crowdfunding resta comunque una sfida non indifferente dai risultati non prevedibili. Un caso che mostra tale imprevedibilità è l’oggetto Fidget Cube, con una richiesta di 15 mila dollari ha chiuso la sua campagna con oltre 6 milioni di dollari. Probabilmente anche nelle più rosee aspettative del suo promotore penso che non immaginasse tale successo.

Accedere a questo tipo di iniziativa vuol dire tentare una strada che resta comunque un mezzo pubblicitario e di testing per la propria idea, con la reale possibilità di poter essere finanziati nel progetto.  Presentare un progetto su una piattaforma di crowdfunding non vuol dire avere la certezza di finalizzare il progetto, questo deve essere chiaro, ma può voler dire il finanziamento del progetto e l’eventuale, possibile, inatteso successo dello stesso.

Creare una campagna in crowdfunding per l’utente vuol dire:

  • Avere le idee ben chiare sul progetto, sul budget e sul processo di produzione
  • Aver redatto sufficiente documentazione per lo sviluppo del progetto e del prototipo se presente
  • Realizzare un video che mostri chiaramente in 2 minuti circa di cosa si tratta e susciti l’interesse degli utenti
  • Scrivere una chiara descrizione di cosa si propone agli utenti, della validità del progetto e degli punti chiave
  • Produrre abbastanza materiale multimediale, foto, video, gif ecc a supporto del testo
  • Avere un chiara idea dei Perks o Rewards ovvero delle ricompense per i donatori
  • Credere in primis nel crowdfunding e nel progetto, è poco coerente fare una campagna e non avere mai creduto in altri progetti o aver fatto offerte in primis su queste piattaforme
  • Essere pronti con un piano B se la campagna non dovesse andare in porto (contatti alternativi, possibili modifiche alla campagna e riproporla, analizzare il risultato, angel investor, business plan ecc)

Per convincere gli utenti dovrete essere i primi a credere nella vostra idea tanto da metterci cuore, anima e faccia.

Roberto Lombardo

 

Keelcrab – il drone sottomarino!

Da oggi su Kickstarter, il keelcrab, il drone sottomarino made in Italy disponibile in pre vendita!

KeelCrab nasce dell’esperienza della Aeffe s.r.l. azienda che ha progettato e prodotto questo drone sottomarino per venire incontro alle esigenze di pulizia e mantenimento dello scafo di imbarcazioni di varia categoria e grandezza. Progettato per ridurre l’inquinamento prodotto dalle sostanze chimiche attualmente utilizzate su milioni di imbarcazioni. Aeffe s.r.l. è sempre alla costante ricerca di un connubio tra tecnologia ed eco sostenibilità con la finalità principale di abbattimento dei costi di manutenzione dell’imbarcazione.

Keelcrab Sail è un drone sottomarino interamente realizzato in Italia, per svolgere attività robotizzate di pulizia ed ispezione carena. Principalmente progettato per la pulizia di scafi di imbarcazioni a vela (di qualsiasi dimensione), yachts e maxi yachts, con particolare incidenza estetica sulla linea di galleggiamento e nelle parti plananti.

Il drone è caratterizzato da un esoscheletro in materiale plastico; La forza di aspirazione è generata da una turbina centrale, azionata da un motore elettrico, che svolge la duplice funzione di tenuta in aderenza del drone allo scafo e di asportazione delle alghe che si formano sull’opera viva.

Il movimento avviene su spazzole gommate azionate da cingoli che consentono facili manovre in tutte le direzioni le spazzole centrali sono con setole in nylon, inox o scotchbrite di lunghezza e diametro variabile.

La telecamera subacquea IP68 ad alta risoluzione consente a KeelCrab Sail-ONE di essere manovrato per mezzo di un telecomando via cavo con visualizzazione del flusso video su schermo da 7 pollici ad alta risoluzione.

Le sue spazzole certificate non rimuovono le pitture antivegetative ma anzi, prorogano il loro effetto nel tempo. Numerosi test hanno dimostrato che la rimozione costante del primo strato di vegetazione (3 mm) causa un drastico prolungamento della durata in efficienza dell’antivegetativo; questo si traduce nella impossibilità di formazione dei “denti di cane” (burnacles) nel medio periodo. Il drone è dotato inoltre di un sacchetto (optional su richiesta) per il recupero del materiale di scarto, alghe o vegetazione, derivante dall’operazione di pulizia, inoltre il drone può integrarsi con i principali sistemi di bordo.

Keelcrab è presente sulla nota piattaforma di crowdfunding Kickstarter dove sarà possibile acquistarlo in anteprima a un prezzo decisamente inferiore a quello di mercato fissato.

SUPPORTATE IL PROGETTO SU KICKSTARTER: https://www.kickstarter.com/projects/632307707/the-first-underwater-drone-for-the-care-of-your-hu

 

Corso Game Designer Mobile Game

Corso Game Designer Mobile Game

Descrizione del corso di Game designer in mobile game

In fase di realizzazione per settembre 2016 il corso per Game Designer Mobile Game ovvero la formazione di una figura creativa che possa realizzare da zero un game design completo da sottoporre a possibili investor o come figura professionale in team e/o aziende del settore game.

La figura creata sarà in grado di redarre un documento di concept e design, comprendere le logiche di monetizzazione moderne delle app freemium, applicarle nel proprio progetto, identificare le figure chiave per la produzione del progetto, i suoi costi e tempi. Sarà in grado di muoversi nell’ambiente degli sviluppatori di game, produrre un concept appetibile e completo, sia per possibili investitori che per le proprie idee.

Il game designer potrà lavorare affiancato da un team di sviluppo o per conto di un team di sviluppo, proporre la propria professionalità alle aziende di settore o investire in primis nelle proprie idee con la redazione di un progetto preciso.

Elementi di studio e software

  • Uso di Word / Google Documents per la redazione dei documenti
  • Elementi base di Photoshop
  • Il mercato dei videogame mobile
  • Alla base dell’idea
  • Realizzare un game concept
  • Reperire le risorse umane online
  • Monetizzazione di un progetto
  • Redarre il game design
    • la storyline
    • descrizione
    • meccaniche di gioco
    • background
    • artworks
    • studi di interfaccia
    • Monetizzazione
    • I concorrenti
    • USP
    • Mercato di riferimento e target
  • Angel investor, le occasioni
  • I social e il web
  • Marketing

Il corso si svolgerà il sabato mattina dalle 9:00 alle 13 per un periodo di 3 mesi, pari a 12 incontri. Al termine del corso ogni utente avrà creato il proprio game design che potrà proporre a dei possibili angel investor e poter cosi provare a realizzare l’inizio della propria carriera nel settore videogame.

Il costo per i 3 mesi di corso è di 650 euro totali, il numero minimo di partecipanti è 5, il massimo 10. Il corso partirà al raggiungimento del minimo numero di corsisti.

Per informazioni e iscrizioni non esitate a contattarci

The Fisherman

The Fisherman

Approda su Kickstarter la nuova produzione The fisherman, il gioco di pesca e simulatore di vita a bordo e portuale, unico nel suo genere.

Un gioco di pesca atipico, ispirato alle famose serie TV, prendi il controllo del tuo peschereccio, guarda la vita portuale, osserva il tuo equipaggio, parti di giorno o di notte e prendi i giganti del mare…ma attento agli imprevisti o il cimitero si riempirà presto di lapidi.

Il gioco

The fisherman è un gioco di pesca atipico, innovativo a metà tra un manageriale, un action game e un simulatore di vita. Nato dalla passione per la pesca e prendendo spunto dalle molte serie TV dedicate a questo mondo, the Fisherman permette al giocatore di prendere il comando di un peschereccio (inizialmente di base) e uscire in mare aperto, dopo aver opportunamente preso l’equipaggiamento e arruolata la ciurma nel bar del piccolo porticciolo, osservando la vita a bordo e in porto.

E’ possibile impartire ordini al proprio equipaggio e osservare la vita a bordo, prima, durante e dopo il rilascio delle boe in alto mare.

Il gioco inizia nel porticciolo di base, l’acqua è i rumori ci trasporteranno con la mente in un vero porto per darci tutta quella sensazione di libertà che il gioco mira ad avere. Possiamo osservare le persone sul molo, i gabbiani, l’ondeggiare della nostra imbarcazione.

Prima di partire abbiamo bisogno di assumere la nostra ciurma, questione di costi direbbe un imprenditore…Troviamo i possibili elementi nel bar del molo, scegliamo chi portare con noi, paghiamoli e carichiamo tutto sulla nostra imbarcazione, pronti per prendere il largo.

La vita in mare non è semplice, il nostro equipaggio sarà sottoposto a un notevole stress durante la pesca, il rilascio delle boe ed il loro recupero. Per questo è bene non dimenticare di ordinare all’equipaggio di rilassarsi durante la pesca, onde evitare incidenti in mare che possano portare alla perdita di un uomo o peggio dell’intera imbarcazione. La notte si sa potrebbe essere il momento migliore per la pesca, the fisherman gestisce il reale ciclo giorno/notte. Se aprirete l’app alle 8PM sarà già sera…

Ordinate di gettare le Boe con gli ami in mare, quindi mettete l’equipaggio in relax aspettando il momento adatto per iniziare il recupero e scoprire cosa abbiamo pescato nelle profonde acque oceaniche… osservate il vostro equipaggio giocare sulla barca, guardare la tv, usare il pc, rilassarsi nei momenti che precedono il recupero delle esche… non riuscite a vedere bene cosa combinano? Effettuate lo zoom sull’imbarcazione per visionare meglio cosa succede a bordo. Voi siete il proprietario dell’imbarcazione diamine!

Sito di riferimento: http://www.thefisherman.one/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/thefishermangame/

GAMASUTRA PRESS RELEASE

GAME PRESS

 

Riflessione sui mercati delle app iOS e Android

Riflessione sui mercati delle app iOS e Android

Qualche dato sui mercati delle app

Ad oggi gli store tramite la quale è possibile scaricare le app sono diversi, divisi in 2 Macro store e successivamente store secondari che differiscono per nazione (vedi ad esempio la Cina) e dispositivo (come la console Ouya che possiede il suo store sebbene sia basata sulla tecnologia Android).

I tre store più grossi sono ovviamente Apple Store, Playstore di Google.

Partiamo dal più grosso e “conosciuto” ovvero l’Apple Store, esso è presente in 155 paesi, al 2013 le app in vendita erano di circa un milione per iPhone e iPod e 500 mila per iPad. A Livello mondiali le app scaricate ad oggi hanno numeri da capogiro, circa 45 miliardi, numeri che fanno impressione anche se rapportati al singolo utilizzatore.

Un dato che sicuramente è rilevante rappresenta la tipologia delle app scaricate, le quali sono per il 90% app gratuite. Tale dato potrebbe spaventare lo sviluppatore se non fosse per il fatto che vi sono modelli di business alternativi per monetizzare quanto prodotto in forma gratuita tramite l’ormai diffusissimo “in-app purchase” ovvero il famoso acquisto in app.

Tra le app a pagamento, quindi il restante 10% dei download, l’87% di queste ha un costo inferiore ai 3 dollari.

Occorre ragionare su questi numeri già nella fase di progettazione dell’applicazione per non ritrovarsi in una nicchia troppo ristretta di mercato o peggio, un app totalmente fuori mercato.

In termini di sistema operativo Android fa da padrone con il 50% delle quote contro il 31% di iOS sebbene quest’ultimo conti molte più applicazioni sullo store. Tale dominio è dettato dai tablet dove l’ipad fa da padrone, mentre i vari Galaxy di Samsung e Kindle Fire sono staccatissimi.

Sebbene nel secondo trimestre del 2013 lo store di Google abbia superato quello di Apple in termini di download assoluti non necessariamente questo si traduce in un maggior guadagno per lo sviluppatore, soprattutto dovuto alla differente tipologia di utente e alla pirateria delle app sul sistema si casa Google.

Quando di parla di Playstore di Google i numeri delle tipologie di app non si discostano molto da quelli di settore illustrati prima, il 19% dei download rappresenta app a pagamento mentre l’81% app completamente free o con acquisti in app, segno ormai chiaro che la tendenza dell’utente è “prima provo l’app e se mi piace mi compro tutto il resto”. Tuttavia esiste un discreto margine di successo nella fascia che va da 5 mila a 50 mila download con app a pagamento purché siano davvero innovative e convincano l’utente che l’applicazione sviluppata valga come o più di un caffè preso al bar…

Tra le categorie del Playstore più gettonate in assoluto abbiamo al primo posto l’intrattenimento e al secondo posto troviamo la personalizzazione essendo Android un sistema che ben si presta a questo tipo di software, all’ultimo posto troviamo la categoria Business.

Questa piccola analisi giusto per fornire un punto di vista sulla situazione del mercato e sull’andamento degli store, la prossima piccola riflessione sarà sul Windows Market Place…